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Le intolleranze alimentari possono essere la causa di molti malesseri e inestetismi. Analizzando il tuo DNA può riuscire finalmente a liberartene.


Le intolleranze alimentari sono davvero in grado di influenzare il mio stato di salute?

E quali sono i test sulle intolleranze alimentari più affidabili?

Sempre più spesso oggi sentiamo parlare di intolleranze alimentari. Si tratta di reazioni avverse agli alimenti che determinano una sofferenza del nostro organismo o di suoi distretti in seguito all’ingestione di un determinato cibo. Queste reazioni possono essere alla base di molti sintomi che abbassano la nostra qualità della vita, come mal di testa, stanchezza, problemi intestinali, scarso rendimento oppure anche inestetismi come gonfiore e impurità della pelle. Nonostante la loro importanza, le intolleranze alimentari NON sono comunque le uniche cause che si celano dietro i nostri malesseri.

Per questa ragione, qualsiasi programma nutrizionale che si propone l’obiettivo di scovare la relazione tra i cibi che ingeriamo e il nostro stato di salute NON può restringersi alle sole indagini sulle intolleranze alimentari.

Ciò premesso, però, i test sulle intolleranze alimentari rimangono un tassello importante e necessario per capire come recupeare il nostro stato di benessere.

Si stima, infatti, che il 20% della popolazione sia affetta da intolleranze alimentari, individuabili spesso con grande difficoltà, dal momento che possono comparire dopo un certo periodo di tempo dal consumo dell'alimento responsabile. La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile e i sintomi più comuni sono: colon irritabile, mal di testa, emicrania, affaticamento, problemi comportamentali, orticaria.

E’ dimostrato scientificamente che ripetute esposizioni ad un agente non tollerato possono produrre risposte simil allergiche o ipersensibilità. Queste reazioni tardive sono determinate da anticorpi presenti nel nostro siero e denominati IgG. L' ipersensibilità al cibo scatena una risposta immune producendo anticorpi IgG. La valutazione di questi anticorpi in relazione ad un determinato agente alimentare, consente di comprendere la presenza di un’eventuale intolleranza e la sua entità. Poiché questi anticorpi sono presenti nel siero è necessario un piccole prelievo di sangue affinché possano essere determinati. 

 

Quale test sulle intolleranze alimentari scegliere?

Sul mercato esistono centinaia di test sulle intolleranze alimentari (test del capello, test kinesiologici, elettrodermici, iridologici) ma per nessuno di questi test è disponibile una documentazione scientifica che ne dimostri la validità. Inoltre, la scelta tra Test sul DNA o sul sangue dipende dal tipo di intolleranza che vogliamo studiare. Nei casi dell'intolleranza al lattosio, ad esempio,, il Test sul DNA è assolutanente quello da preferire, perché l'unico in grado di dare risultati affidabili al 100% e per sempre. Al contrario, l'indagine sul DNA non è indicata per altri tipi di intolleranze, per le quali è preferibile un'analisi sul sangue. Anche questi tipi di analisi, però, NON sono tutti uguali. 

Oltre all'Analisi sul DNA, My.GENETIQUE offre Sensifood che, rispetto ad altri test, attraverso la semplice puntura di un dito, consente la determinazione di eventuali intolleranze ad un ampio pannello di alimenti. La risposta fornita dal test Sensifood è ripetibile e non è soggetta a falsi positivi, come avviene per altri tipi di test per le intolleranze.

 

Perché è importante individuare le intolleranze alimentari?

La correlazione tra alimentazione e salute è ormai un dato assodato in campo scientifico. Così come un cibo per noi tossico può influenzare negativamente la nostra salute; un cibo salutare può aiutarci a curare il nostro organismo.

Capire quali sono gli alimenti che ci fanno bene o male, quindi, è una grande opportunità per noi, perché può cambiarci la vita in positivo.

Mangiare bene, però, spesso NON è sufficiente, perché cibi che per alcuni possono essere “salutari”, per altri possono diventare dei veri e propri veleni. è il caso, appunto, delle intolleranze alimentari, la cui scoperta è un tassello davvero importante verso la guarigione del nostro organismo.

 

Cosa sono le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari sono reazioni avverse a cibo di tipo non tossico.

I sintomi sono così comuni e incerti che i dati sulla diffusione dell’intolleranze sono ad oggi poco attendibili. Quello che possiamo dire è che il 2,5% della popolazione adulta oggi soffre di intolleranze alimentari, contro il 2-8% dei bambini, particolarmente colpiti dalle intolleranze al lattosio.

Sono state individuate tre principali tipologie di intolleranze alimentari:

  • Intolleranze alimentari enzimatiche;
  • Intolleranze alimentari farmacologiche: si manifestano quando un individuo mostra un’iper-reattività nei confronti di sostanze presenti in determinati cibi, come la caffeina e l’istamina, presente in alcuni pesci e formaggi, così come nella birra, nell’estratto di lievito, nei vini rossi e nei cibi fermentati anche di origine vegetale;
  • intolleranze alimentari da additivi, sostanze usate sin dall’antichità per migliorare la qualità, palpabilità e conservazione dell’alimento. Tra questi ci sono conservanti, coloranti, antiossidanti, correttori di acidità, addensanti, emulsionanti e stabilizzanti. Secondo una normativa europea, queste sostanze devono essere indicate nell’etichetta degli alimenti con la lettera E seguita da un numero identificativo della molecola.

Le intolleranze alimentari enzimatiche sono sicuramente quelle più conosciute. Sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. L’intolleranza enzimatica più comune è quella al lattosio, una sostanza contenuta nel latte. Anche il favismo è un’intolleranza dovuta alla carenza di un enzima.

 

Qual è l’origine e quali i sintomi dell’intolleranza al lattosio?

Il lattosio è il principale zucchero del latte prodotto dai mammiferi; nell’intestino viene scisso in glucosio e galattosio ad opera di un enzima, la lattasi. Individui con carenza enzimatica.

Ricerche scientifiche sull’argomento mostrano che alcune popolazioni sono geneticamente predisposte ad intolleranze al lattosio. L’uomo è diventato geneticamente capace di metabolizzare il latte in un’epoca piuttosto recente in termini evolutivi, circa 10.000 anni fa. Una mutazione genetica ha fatto sì che gli individui iniziassero a produrre la lattas. Questa mutazione è stata poi conservata nelle popolazioni che nel frattempo cominciavano ad utilizzare il latte di vacca come nutrimento. Dato che questa circostanza si è verificata dopo la migrazione dell’uomo dall’Africa verso l’Europa, dove la pastorizia era più diffusa, si spiega il dato per cui nelle zone equatoriali e nella bassa Europa l’intolleranza sia più diffusa (intorno al 70%) rispetto al centro (30%) e al Nord Europa (5%).

I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono sotanzialmente di natura gastrointestinale: il lattosio passa indigerito attraverso l’intestino e giunge al colon, dove viene fermentato dalla flora batterica con produzione di idrogeno e acidi organici: elevate quantità di idrogeno pdovocano gonfiore, pesantezza, sensazioine di pienezza, tensione addominale, crampi, meteorismo, flatulenza, borborigmi. La quantità di lattosio sopportabile da ogni individuo è di circa 12mg, ma questa quantità varia da individuo ad individuo. Per questo, un buon programma nutrizionale non eliminail lattosio del tutto, ma analizza la soglia di sopportazione dell’individuo per adeguarsi ad essa.

 

Qual è la soluzione più efficace per superare le intolleranze alimentari?

L’alimentazione è chiaramente lo strumento che dobbiamo utilizzare per liberarci dai sintomi provocati da determinati alimenti. Differentemente dalla tendenza comune, però, certi sintomi e malesseri generali NON sono sempre legati ad intolleranze alimentari. Ed è per questo che, quando si soffre di sintomi ascrivibili ad eventuali intolleranze, è sempre consigliato di NON limitarsi ad effettuare analisi sulle intolleranze, soprattutto se queste NON prendono in considerazione il DNA, ma di approfondire meglio i segnali dati dal nostro organismo. In questo modo, si evita di portare la persona a ritenere il suo problema irrisolvibile e quindi a rassegnarsi a subìrlo per la vita.

 

Quando si soffre di sintomi generali e poco chiari, l’unica soluzione efficace è quella di indagare approfonditamente il tuo organismo, unendo l’Analisi del DNA con l’Analisi dettagliata del tuo stato attuale.


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